Sorgenti del Fiume Tirino

Fiume navigabile e sponde percorribili tramite sentieri e carreggiate

La valle del fiume Tirino che va dal comune di Capestrano a quello di Bussi è un territorio che da tempo nasconde alcuni dei più importanti tesori storici e naturali d’Abruzzo.
Il nome deriva dal greco e significa tripla primavera, infatti il fiume è formato dalle tre diverse sorgenti che si uniscono: Lago, Presciano e Capo d’Acqua che formano l’omonimo lago nel Parco Nazionale del Gran Sasso.
Il Tirino è considerato il fiume più pulito d’Europa e sicuramente uno dei più belli. Le sorgenti si formano ai piedi del massiccio del Gran Sasso e poi il fiume scorre a valle per gettarsi, dopo appena 16 km, nel fiume Pescara.
Varie sfumature di verde e blu si mescolano per deliziare la vista, una miscela perfetta di vegetazione e acqua limpida permettono di vedere tutto sia sotto che sopra la superficie di questo fiume magico.
Un piccolo ponte ed un vecchio mulino ad acqua segnano il punto dove è possibile entrare in acqua con le canoe.
Le acque sono così colorate che nemmeno Photoshop può rendere le effettive tonalità di verdi e di azzurri che si mescolano in miliardi di sfumature !! Lungo il fiume ci sono diverse minuscole sorgenti che arrivano direttamente dal fondo arricchendo queste acque di minerali ed è proprio in queste zone che si formano le tipiche “polle” d’acqua, dando a queste aree senza vegetazione un colore turchese davvero impressionante.
Mescolato con questo turchese troviamo il verde brillante della vegetazione sottomarina ancorata al substrato e armoniosamente fluttuante nel torrente che dove l’acqua rallenta formano veri e propri tappeti verdi.
Affascinati da tutti questi colori, non è difficile vedere i pesci che popolano queste acque come la Trota Fario.
A causa della temperatura dell’acqua di sorgente, che si attesta durante tutto l’anno a circa 11 ° C, la trota Fario è l’unica specie di pesce endemico ad avervi fissa dimora.
Un altro abitante molto speciale del fiume è il Gambero di fiume (Astro potamobius pallipes), soprattutto perché è purtroppo molto raro e protetto dalle normative ambientali europee. Una volta molto abbondante lungo i nostri fiumi, ora la sua presenza è limitata a poche aree che sono diventate ZPS (zone di protezione speciale) per proteggere la loro riproduzione. La presenza dei gamberi di fiume è un cosiddetto bioindicatore ecologico a causa della sua sensibilità ai cambiamenti e all’inquinamento, quindi le aree in cui prospera possono dirsi molto sane.
Le rive sono decorate con enormi e ondeggianti sagome di salici bianchi secolari, imponenti pioppi neri, fitte canne paludose. Pagaiare in presenza di queste meravigliose piante, scivolare lentamente sull’acqua attraverso i rami di un albero gigantesco saranno solo alcune delle emozioni che il fiume Tirino porterà a coloro che lo esplorano.

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