I 10 Borghi più Belli d’Abruzzo

Una Guida Introduttiva ai Borghi più Belli d'Abruzzo a Cura di Discover Abruzzo

I 10 Borghi più Belli d'Abruzzo

L’Abruzzo, grazie alla sua particolare conformazione territoriale, è una terra celebrata in lungo e in largo per la sua straordinaria varietà naturale.
Dalle dorate spiaggie alle vette innevate l’unica costante risulta essere il forte legame che fonde la popolazione abruzzese con il territorio regionale d’appartenenza. A testimonianza di questo indissolubile legame troviamo sparse sul territorio innumerevoli prove: resti archeologici, testimonianze dei presidi pastorali nelle vallate più remote ed una quantità incredibile di Borghi.
Arroccati su un altura, comodamente adagiati tra le verdeggianti colline, sovrastati dalle montagne o a pochi passi dal mare i borghi d’Abruzzo sono accomunati da una perfetta integrazione con l’ambiente circostante, dall’altissima concentrazione di arte, storia ed autenticità che si respira camminando per i loro vicoli e dalla massiccia presenza nelle classifiche ufficiali che li vede emergere in gran numero tra i borghi più belli d’Italia e del mondo.
La quantità, la qualità e la varietà di questi centri abitati, unite alla grande importanza storica, rende lo stilare una “classifica” un arduo compito che non può rendere giustizia a tutti.
Dopo queste dovute premesse eccoci a presentarvi i 10 borghi più belli d’Abruzzo:

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In Foto: Uno scorcio notturno di Opi, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Castel del Monte (AQ)

Di origine pre-romana questo borgo fa parte della Contea delle Baronie insieme a S.Stefano, Castelvecchio Calvisio e Calascio nonchè del Parco Nazionale del GranSasso e dei Monti della Laga.
Il nucleo antico ricco di palazzi e chiese del periodo alto-medievale è davvero suggestivo grazie alle innumerevoli fontane, portoni e caratteristici vicoletti.
Il notevole stato di conservazione di questo paese insieme alla memoria perfettamente conservata per le antiche tradizioni e la vita medievale ne fanno un vero polo attrattivo.
I percorsi museali all’interno delle mura come quello della pastorizia, dell’Arte della lana e del lavoro nei campi uniti ad eventi rievocativi come la “Notte delle Streghe”, la “festa delle Arti e dei Mestieri” e la “Madonna dei pastori” rendono questo borgo uno dei più affascinanti d’Italia.
Non insensibili a questo fascino numerosi registi hanno deciso di girare i proprio film qui, come quelli di Ladyhawke e The American.
Impossibile non citare la tradizione culinaria locale, largamente influenzata dal fatto che Castel del Monte era al centro degli itinerari della grande Transumanza.
Oltre agli svariati prodotti derivati dalla terra e la pasta fatta a mano viene naturale parlare del formaggio pecorino “Il Canestrato di Castel del Monte” oggi famoso in tutto il mondo.

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In Foto: Due viste delle stradine medievali di Castel del Monte.

Pacentro (AQ)

Situato ai piedi del Monte Morrone nel Parco Nazionale della Majella, Pacentro è un pò la porta d’ingresso alla Valle Peligna, dominata dalla vicina Sulmona.
Elemento distintivo e simbolico di questo paese sono certamente le prominenti torri del Castello Caldora, che oltre a essere suggestivo di per sè ci fornisce un panorama sull’intera valle che al tramonto ci regala momenti davvero impagabili.
Rinomato per le sue piazze, fontane e chiese che ben amalgamate tra loro nello sviluppo abbastanza verticale del paese forniscono un perfetto esempio di architettura medievale ben conservata.
Ed è proprio l’atmosfera che viene riproposta con i riti rievocativi dei “Cardoreschi”, sei giorni dove il paese torna al 1450 con cortei,roghi, investiture di cavalieri, combattimenti e duelli, e con la “Corsa degli Zingari” durante la quale i partecipanti corrono giu dal colle a piedi nudi fino alla chiesa.
Un altro aspetto da tenere in considerazione è quello naturale, infatti Pacentro si trova nel Parco Nazionale e offre innumerevoli spunti per escursionisti e amanti dell’outdoor, tra cui il vicino Passo San Leonardo che conduce al cuore della Majella, l’aerea faunistica del Camoscio Appenninico e la Grotta di Colle Nusca sul Morrone che presenta antiche pitture rupestri.

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In Foto: Pacentro e le sue torri e fortificazioni quattrocentesche.

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In Foto: Il castello di Pacentro ed il campanile di Santa Maria Maggiore al tramonto.

Pescocostanzo (AQ)

In posizione privilegiata e prominente sull’ Altopiano delle Cinque Miglia, Pescocostanzo è uno dei borghi più sbalorditivi di tutta Italia.
La caratteristica di questo più che rinomato paese non è tanto l’aspetto medievale quanto più i chiari segni lasciati dall’influenza barocca e rinascimentale.
Questo fiorente centro ha visto una quantità di artisti, maestranze e artigiani di livello assoluto che hanno lasciato il segno in ogni campo e in ogni angolo della cittadina, facendone un vero e proprio gioiello culturale per il Centro Italia. Il Tombolo, la lavorazione del ferro battuto e l’oreficeria della filigrana sono delle eccellenze artigiane che oggi contribuiscono a rendere Pescocostanzo oltre che bello da contemplare anche pulsante di vita e di attività.
L’ambiente circostante il borgo è davvero suggestivo e si estende dal Monte Calvario, dove si trovano gli impianti sciistici invernali, fino allo sconfinato Bosco di Sant’Antonio, tesoro naturalistico della zona che in autunno arriva al massimo del suo splendore trasformandosi quasi in un quadro.

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In Foto: La piazza del Municipio a Pescocostanzo in una affollata sera d’estate.

Fara San Martino (CH)

Il paese è situato proprio all’inizio della grande spaccatura delle gole che aprono il massiccio della Majella in due puntando dritte al suo cuore.
Nel Vallone di Santo Spirito, che si narra essere stato aperto da San Martino con i gomiti, troviamo i resti riportati alla luce del famoso monastero.
Queste strette gole oltre ad essere un attrattiva per la loro stessa conformazione sono diventate un punto di riferimento per il mondo dell’arrampicata con numerosissime vie in vari settori.
Finite le gole il vallone si apre ad ampie vallate conducendo i visitatori nella natura selvaggia fino alla cima più alta del massiccio, il Monte Amaro.
La civitella medievale di Fara San Martino, con le sue strette vie, si articola proprio sullo sfondo della maestose cime del Parco Nazionale della Majella e da sempre trae vita e nutrimento dalle pure acque del fiume Verde.
Proprio grazie all’energia prodotta dal fiume ed allo spirito imprenditoriale Fara San Martino è divenuta capitale mondiale della pasta con i pastifici De Cecco e Del Verde.

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In Foto: Fara San Martino e l’imbocco delle spettacolari gole omonime ai piedi del Massiccio della Majella .

Santo Stefano di Sessanio (AQ)

Vero gioiello d’Abruzzo non ha certo bisogno di essere presentato.
Borgo ricco di storia e tradizione è interamente eretto usando roccia calcarea bianca, è coronato dalla splendida e caratteristica Torre Medicea, suo inconfondibile simbolo, datata attorno al ‘300.
I sontuosi palazzi, la regale porta d’ingresso alla città e le numerose ed eleganti arcate e bifore testimoniano la grande importanza e prosperità vissute da questa cittadina durante l’Epoca d’oro della lana.
Essendo infatti ai piedi del superbo altipiano di Campo Imperatore, raggiungibile attraverso una stupenda strada panoramica, Santo Stefano di Sessanio fu il centro del commercio della lana “carfagna” in tutta italia e fu dominato dalle più grandi famiglie dell’epoca, tra cui spiccano quella dei Medici e quella dei Piccolomini.
Prelibatezza figlia di queste terre è la famosissima lenticchia di Santo Stefano che è una varietà autoctona tutelata da un Presidio Slow Food.

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In Foto: Veduta aerea del paesino di Santo Stefano di Sessanio e la chiesa della Madonna del Lago.

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In Foto: Uno degli scorci più caratteristici dei vicoli e passaggi coperte tra le vie di Santo Stefano di Sessanio.

Opi (AQ)

Al centro del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, circondato dalle faggete vetuste Patrimonio mondiale dell’Unesco sorge questo incredibile borgo.
Su uno sperone roccioso ai piedi del Monte Marsicano, questa piccola cittadina con la tipica struttura medievale si erge sulla piana di Opi che è attraversata dal fiume Sangro.
Opi è una meta irrinunciabile per tutti gli amanti della natura incontaminata. L’incredibile panorama dalla cittadella e lo stesso paese attirano moltissimi fotografi nella zona, speranzosi di catturare il momento in cui il paese esce come uno scoglio dal mare di nebbia mattutina.
Cervi, orsi marsicani e lupi sono soliti visitare le zone periferiche del borgo allietando i turisti con la loro ormai costante presenza.
A pochi kilometri si trovano i sentieri del Monte Amaro di Opi che ci condurranno sui passi del Camoscio d’Abruzzo, e quelli della Valfondillo, detta la “valle più bella del parco”.
Sempre nel territorio di Opi troviamo il Valico di Forca d’Acero che è una strada molto panoramica all’interno della faggeta e il pianoro della Macchiarvana che ospita un centro di sci di fondo.

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In Foto: I tranquilli pascoli del Parco Nazionale d’Abruzzo sullo sfondo della Camosciara ed il borgo di Opi.

Pietracamela (TE)

Completamente all’interno del territorio del Parco Nazionale del GranSasso e dei Monti della Laga questo piccolo abitato sorge ai piedi del Corno Piccolo.
Le case e le piccole viuzze caratteristicamente scavate nella pietra si uniscono perfettamente alle antiche chiese in stile romanico per creare un borgo pieno di sorprese.
Da svariati anni nel circuito dei borghi più belli d’Italia è situato in un ambiente tanto severo quanto lussureggiante, dalle vette più alte giù per i pendii erbosi fino alle cascate del Rio Arno ed ai vasti boschi di faggi.
Poco più sopra di Pietracamela troviamo la frazione di Prati di Tivo che ospita una delle stazioni sciistiche del Centro Italia più rinomate.
Altro fiore all’occhiello di questo paese è il Rifugio Franchetti, raggiungibile in un paio d’ore di cammino dai Prati di Tivo, meta molto frequentata da appassionati e alpinisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

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In Foto: L’imponenza del Corno Grande ed adagiato sulle sue pendici, Pietracamela.

Civitella del Tronto (PE)

Situata quasi al confine con le Marche questa cittadella ricade anche nel terrirorio del Parco Nazionale del GranSasso e dei Monti della Laga.
Posto in posizione sopraelevata l’antico borgo è sovrastato dalla famosa Fortezza di Civitella del Tronto, che è una delle più grandi ed importanti opere di ingegneria militare d’Europa.
Costruita per resistere ai piu cruenti assedi la fortezza è raggiungibile solo attraversi stretti e ripidi vicoli che ne caratterizzano la struttura.
Altri elementi che contribuiscono al patrimonio culturale e storico di questo borgo sono certamente il Museo delle Armi e la Grotta di Sant’Angelo che custodisce reperti archeologici ed eremitici.
A completare questo quadro di magnifica bellezza troviamo le sottostanti Gole del Salinello con il loro itinerario ricco d’acqua e vegetazione

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In Foto: Una panoramica verticale del corso principale di Civitella del Tronto e sullo sfondo i Monti Gemelli.

Scanno (AQ)

Chiamato anche paese dei fotografi per aver ispirato con la sua atmosfera e le antiche tradizioni molti grandi fotografi come Henri Cartier Bresson, Giacomelli e Scianna.
Oltre la magica atmosfera che le luci creano al calare della sera, ciò che colpisce i visitatori è lo spirito e la passione con la quale i locali portano avanti le tradizioni.
Ad essere molto famosi infatti sono sopratutto i costumi tradizionali delle donne con i loro colori e lo stile orientale e anche le botteghe dove si lavorano i merletti e il tombolo.
Scanno è un pò la porta del Parco Nazionale d’Abruzzo con le Gole del Saggitario e gli stupendi abitati di Anversa e Villalago. Ogni anno poi si rinnova la tradizione delle Glorie di San Martino con fuochi alti decine di metri a sfidarsi al tramontar del sole!

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Sovente si registrano incursioni della fauna del parco all’interno del paese e sulle sponde del Lago di Scanno, famoso per la sua forma a “cuore”.
Tra gli eventi più caratteristici annoveriamo “Ju Catenacce”, rievocazione di un antico corteo nuziale e Le Glorie di San Martino dove in novembre i quartieri si sfidano a colpi di enormi falò.
Per gli sportivi invece non possiamo dimenticare gli impianti sciistici del paese e Passo Godi e ovviamente la gara di Triathlon offroad “X-Terra”.

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In Foto: Affacciato sul lago omonimo, Scanno è bellissimo da visitare in tutti i periodi dell’anno.

Navelli (AQ)

E’ situato alla fine di un lungo altopiano, detto anche “valle dei castelli” per via delle numerose fortificazioni che dominano questa vallata come quelle di Bominaco, Capestranoe Rocca Calascio.
Proprio Navelli insieme a tutti questi borghi contribuì alla fondazione della Città dell’Aquila che divenne il fiorente centro del commercio dei prodotti locali.
Protetto dalle dorsali montuose questo pezzo di altopiano da secoli fornisce le condizioni ideali alla produzione di una delle spezie più rinomate al mondo: lo Zafferano di Navelli.
Proprio per proteggere i metodi di produzione e di lavorazione secondo le antiche tradizioni che gli sono valse il titolo di “Oro Rosso” e per mantenere lo standard di eccellenza, lo zafferano è stato insignito dall’Unione Europea della demoninazione DOP (prodotto di origine protetta).
Il borgo di Navelli sorge molto compatto su uno sperone roccioso al termine dell’altopiano ed è caratterizzato nella sua parte più antica da una rete di scale, vicoli e archi di straordinaria bellezza, al cui apice si trova l’antico palazzo baronale.
Tra gli eventi più famosi che ogni hanno ridanno vita a questo antico borgo troviamo la Sagra dei Ceci e dello Zafferano ed il Tratturo Magno, ovvero la rievocazione dell’antica tradizione della grande Transumanza L’Aquila-Foggia.

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In Foto: Navelli e la famosa piana dello Zafferano d’Abruzzo.